mercoledì 23 agosto 2017

Wolfgang Laib 3 settembre 2017 – 7 gennaio 2018 LAC Lugano Arte e Cultura





Lugano, agosto 2017
Dal 3 settembre 2017 al 7 gennaio 2018 il MASI ospita un’importante mostra
monografica dedicata a Wolfgang Laib, artista tedesco la cui opera si distingue nel
panorama artistico contemporaneo per essenzialità, chiarezza e profondità di pensiero.
Il progetto espositivo, elaborato in stretta collaborazione con l’artista, raccoglie 50 opere
tra sculture, fotografie, disegni e installazioni che esplorano tutti gli ambiti del suo
universo creativo.
La mostra si apre dando spazio a disegni e fotografie, delineando immediatamente il singolare
vocabolario artistico di Laib, capace di coniugare con armonia e semplicità una profonda
conoscenza di culture e religioni orientali con un’altrettanto intima riflessione sulle radici del
patrimonio culturale occidentale.
Le fotografie realizzate da Laib durante i suoi viaggi in Europa e in Asia compongono un
repertorio di forme che prende nuova vita nei suoi essenziali disegni a pastello. A loro volta i
motivi che popolano le opere su carta riecheggiano e si amplificano nelle sculture e installazioni
che completano il percorso espositivo, secondo un principio di circolarità e ripetizione
paradigmatico dell’opera dell’artista.
Nell’ampio spazio espositivo (livello -2) dialogano senza barriere opere rappresentative dell’intero
percorso artistico di Laib: dalla Milkstone, scultura essenziale che sposa in un equilibrio perfetto la
durezza del marmo alla fluidità del latte, presente sin dalle prime esposizioni, alle più recenti
strutture in legno ricoperte da rilucente lacca birmana (Untitled, 2003); dalla celeberrima
sequenza dei Rice Meals (1983) fino all’imponente ziggurat (Es gibt keine Anfang und kein Ende,
1999) in legno e cera d’api che impressiona con la sua mole e il suo intenso profumo. Prezioso
fulcro della mostra è l’ampio e luminoso campo di polline di pino, presenza al tempo stesso
effimera e grandiosa, che inevitabilmente invita a meditare sulla ciclicità della natura e la
precarietà dell’esistenza, celebrandone al contempo la complessità e la ricchezza.
Significativa è l’attitudine con la quale Laib da sempre si confronta con i materiali organici e
inorganici che rendono inconfondibili le sue opere: il marmo viene scolpito, la cera viene plasmata
e il polline disposto in ordinate composizioni senza la presunzione di attribuire alla materia un
nuovo valore, bensì con la volontà di essere un tramite che con il suo lavoro rende visibile la
bellezza intrinseca ad ogni materiale.
2/7
Cenni biografici
Wolfgang Laib nasce a Metzingen nel 1950.
L’ambiente familiare colto e aperto gli permette sin da bambino di avvicinarsi all’arte. A partire
dagli anni sessanta la famiglia compie numerosi viaggi in Europa in Asia: Laib visita musei,
monumenti, siti archeologici e di pellegrinaggio e soprattutto entra in contatto con culture e stili di
vita all’antitesti con quelli occidentali.
Nel 1968, malgrado l’interesse che nutre per l’ambito artistico, intraprende gli studi in medicina.
Questa esperienza è contraddistinta da una crescente frustrazione nei confronti di una disciplina
che si interessa unicamente agli aspetti materiali dell’esistenza.
A partire dal 1970 la famiglia trascorre ogni estate nel sud dell’India, dove il padre ha dato vita a
progetto di sostegno allo sviluppo. Il contatto con lo stile di vita dei piccoli villaggi indiani influenza
profondamente Laib.
Nel 1972 realizza la sua prima scultura, un Brahamanda (in sanscrito “uovo cosmico”) e d’ora in
poi si dedicherà unicamente alla creazione artistica, privilegiando materiali naturali e forme
archetipe.
Nel corso della sua carriera ha esposto nei principali musei europei e americani e partecipato a
numerose edizioni della Documenta e della Biennale; nel 2015 ha ricevuto il Premio imperiale per
la scultura.
Laib vive e lavora in un piccolo villaggio della Germania del sud e per alcuni mesi all’anno in una
casa-studio nel sud dell’India.
Il catalogo
Il catalogo della mostra bilingue (italiano / inglese) include testi di Marco Franciolli, Simone
Menegoi e Guido Comis. Il ricco apparato iconografico, oltre alle riproduzioni dei disegni e delle
fotografie esposte, comprende immagini dell’allestimento della mostra a Lugano e una serie di
scatti inediti realizzati nell’atelier dell’artista.
La mediazione culturale
Oltre alle consuete visite guidate gratuite che si svolgono ogni domenica alle 15:00, sono
previste per tutta la durata della mostra attività di mediazione culturale volte a favorire la fruizione
da parte del pubblico e a trasformare la visita in un’esperienza arricchente ed emozionante.
Il programma è disponibile sul sito www.edu.luganolac.ch.
Programma espositivo
Oltre all’opera di Wolfgang Laib, dal 24 settembre 2017 al 21 gennaio 2018 il MASI presenta
“Sulle vie dell’illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017”, una grande
mostra dedicata all’India e all’influenza da essa esercitata sulla cultura e l’arte occidentale nelle
sue diverse espressioni. La mostra si inserisce nel progetto Focus India pensato per abbracciare
in maniera interdisciplinare l’arte visiva, la musica, la danza e il cinema, oltre alle altre numerose
sfaccettature della cultura indiana (LAC Lugano, dal 24 settembre 2017 al 21 gennaio 2018).
Dal 26 novembre 2017 al 14 gennaio 2018, spazio alla giovane arte svizzera con l’esposizione
legata al prestigioso Premio Kiefer Hablitzel, assegnato annualmente dall’omonima fondazione
culturale a dieci giovani artisti svizzeri con meno di trent’anni. La mostra è ospitata negli spazi
dell’ex Macello Pubblico (Lugano).
3/7
MASI Lugano
Il Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano rappresenta il punto di arrivo di una profonda
revisione delle politiche culturali che ha portato all’unificazione del Museo Cantonale d’Arte e del
Museo d’Arte di Lugano in una sola istituzione. Il museo ha due sedi: al LAC sono proposti diversi
allestimenti volti ad approfondire l’arte del Novecento e contemporanea e le sue collezioni, a
Palazzo Reali l’attività si concentra sulla storia dell’arte del territorio e sulla valorizzazione di nuclei
specifici delle collezioni. Partner principale del MASI Lugano è Credit Suisse, che conferma il suo
storico impegno in favore
dell’arte a Lugano.
Prossime esposizioni
Sulle vie dell’illuminazione
Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808–2017
LAC, dal 24.09.2017 al 20.01.2018
Under 30
Premio Giovane arte svizzera. Premio Kiefer Hablitzel
Ex Macello pubblico, dal 26.11.2017 al 14.01.2018

domenica 20 agosto 2017

Le Vie della Birra : La Piave e Meccanica Spadoni

Le Giornate della sogliola nell'Istria Croata


  • 13ott
  • ~
  • 26nov
2017

Umago, Cittanova, Verteneglio, Buie

Contatto

Cluster Umag-Novigrad-Brtonigla-Buje
Email: gourmet@coloursofistria.com
Telefono: +385 52 700 777
Ogni volta l'Istria nord-occidentale conquista chi la visita con gusti e profumi inebrianti, luoghi nascosti o manifestazioni.

Se durante l'autunno vi trovate da queste parti, sfruttate l'occasione per assaggiare la ricca offerta di pietanze a base di sogliola. Questo eccellente pesce bianco viene denominato dalla gente del luogo "švoj" da qui il nome della manifestazione.

Anno dopo anno le Giornate della sogliola sono diventate uno dei simboli dell'Istria nordoccidentale. I numerosi visitatori che tornano qui ogni autunno per degustare le sogliole istriane ne sono d'altronde riprova. L'edizione del 2016 ha visto l'adesione di ben 19 ristoranti e trattorie rinomati che hanno proposto menù a tema e ciò conferma senza alcun dubbio che questo pesce rappresenta uno dei più apprezzati prodotti dell'Adriatico blu.

Le Giornate della sogliola vengono celebrate nell'arco di un intero mese per i ristoranti e le trattorie di Umag-Umago, Novigrad-Cittanova, Buje-Buie e Brtonigla-Verteneglio che in questo periodo offrono dei menù con almeno quattro sequenze a base di sogliola, accompagnati da vini di qualità e oli d'oliva locali.

Questo pesce diventa così una fonte d'ispirazione per i cuochi che si cimentano a creare nuovi piatti e combinazioni - gli chef aspirano a nuove conquiste in campo culinario e sciolgono le briglie della loro fantasia portando le esperienze gastronomiche a nuovi livelli, il tutto per celebrare questo nobile pesce caratteristico della zona nord-occidentale della penisola istriana.

La sogliola allora brilla in tutto il suo splendore e aggiunge un'altra dimensione ancora al ricco tessuto della cucina istriana.

Violini e mandolini d'oc 28-31 agosto, Pradleves



Chiara e Amelia. Gli eleganti fraseggi del violino e le sonorità tradizionali del mandolino. Il fascino della musica classica e il calore di quella occitana. Immersi nella calma e nella pace della Valle Grana. L'associazione culturale La Cevitou, che gestisce l'Ecomuseo Terra del Castelmagno di Monterosso Grana, propone, nell'ambito della rassegna Expa – Esperienze per persone appassionate, lunedì 28 a giovedì 31 agosto, un affascinante workshop residenziale dedicato all'apprendimento della tecnica di due strumenti musicali: il mandolino e il violino. Il corso si svolgerà presso l'Albergo La Pace di Pradleves.
Protagoniste di questo corso saranno le insegnanti Amelia Saracco (mandolino) e Chiara Cesano (violino).
Amelia, astigiana, diplomata in mandolino presso il Conservatorio C. Pollini di Padova sotto la guida del Maestro U. Orlandi, ha svolto e svolge attività concertistica come solista ed in diversi gruppi strumentali. All'attività artistica ha affiancato anche quella didattica ed è l’ideatrice del progetto mandolino per la metodologia Suzuki. Dal ’93 ha iniziato ad insegnare mandolino applicato alla metodologia Suzuki, diventandone poi Insegnante Formatrice per l’Italia e l’Europa e autrice dei volumi per mandolino. Attualmente è insegnante di mandolino presso alcune scuole del Piemonte e coordina un gruppo strumentale a pizzico di una ventina di giovani musicisti dagli 8 ai 18 anni.
Chiara, diplomata in viola presso il Conservatorio G. F. Ghedini di Cuneo, cresciuta a Sampeyre (Cn), ha cominciato il suo percorso musicale all’età di otto anni con lo studio dell’organetto diatonico, passando poi al violino e alla viola. Attualmente è membro effettivo dei gruppi: Lou Dalfin, Gran Bal Dub e Lou Tapage. All’attività concertistica ha affiancato quella didattica, che svolge da una decina d’anni. A questo riguardo è membro della “Grande Orchestra Occitana” e, nel 2013, ha formato un collettivo musicale, “Violonaires d’Oc”, costituito da suoi allievi violinisti.
Il corso è adatto ad ogni fascia di età e si rivolge sia ai principianti che ai più esperti. Per chi non avesse già a disposizione lo strumento, questo, concordandolo preventivamente, verrà fornito dalle insegnanti. Si tratta di un corso intensivo che impegnerà i partecipanti per tutto il corso della giornata e sarà così strutturato: al mattino le insegnanti illustreranno gli aspetti più teorici relativi all'apprendimento dello strumento (livello base per i principianti e approfondimenti per i più esperti) mentre al pomeriggio avverranno le esercitazioni pratiche. Al termine di ciascuna giornata di studio e esercitazione i partecipanti si esibiranno in brevi dimostrazioni aperte al pubblico e gratuite, con esecuzioni di brani del repertorio classico e di quello occitano. In occasione della serata conclusiva del corso si presenteranno in un concerto finale.
Il costo del solo corso è di €20 (quota assicurativa-associativa esclusa). Il costo del corso abbinato al soggiorno in pensione completa presso l'Albergo La Pace di Pradleves è di €200 a persona.
Per informazioni e prenotazioni:
expa.terradelcastelmagno@gmail.com oppure +39 329 4286 890.